Asta Orologi Antiquorum a New York: Alcuni Highlights Replica in DE

Mercoledì 8 giugno scorso a New York, Antiquorum ha venduto orologi d’epoca e da collezione per un ammontare di $4,500,075, non male per un’attività che soprattutto negli ultimi quattro anni non sembra neppure essere stata sfiorata dalla crisi. Naviga tra oltre cinquanta articoli etichettati “aste orologi” presenti sul portale Orologi di Classe: te ne renderai subito conto.

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Audemars Piguet Royal Oak Grande Complication

Audemars Piguet Royal Oak, può vantare diversi modelli, tutti però in linea con il primo presentato negli anni ’70, pensare che alcuni pezzi unici, creati dall’azienda sono un vero richiamo per i collezionisti di tutto il mondo. I modelli come detto sono tantissimi, infatti la linea Royal Oak, conta ben 100 modelli differenti, ognuno riconoscibile in base ai materiali utilizzati, ai loro quadranti, alla presenza o meno di pietre preziose. I modelli Audemars Piguet Royal Oak, li potete trovare in acciaio, in titanio, in oro 18 kt, con quadranti in madreperla, con diamanti e brillanti.Una curiosità, che sicuramente vorrete conoscere e da dove nasce il nome di questa linea così speciale. Audemars Piguet Royal Oak, nasce in realtà da un avvenimento antico e storico che vede il suo svolgimento nell’Inghilterra seicentesca. Infatti, il nome Royal Oak, che in italiano è tradotto con i termini: Quercia Reale, si riferiscono a una storia del 1651. Durante, questo anno. le truppe di Cromwell presero il sopravvento sui militari inglesi, lasciando Re Carlo II, quasi completamente senza una protezione. Il massacro di Worcester, è storia, come è storia, il riparo trovato dal Re Carlo II. Infatti, solo e senza nessuno che potesse proteggerlo dall’armata di Cromwell, il re riuscì a trovare un provvidenziale riparo all’interno di una quercia, conosciuta d’allora: La quercia reale.

Parto subito dal pezzo che ho seguito con maggior interesse: il Royal Oak Grande Complication costruito da Audemars Piguet per la star – ora governatore della California – Arnold Schwarzenegger. Il più complicato segnatempo mai costruito dalla Maison, vestito dalla magica penna di un Gerald Genta di quarant’anni fa, ha realizzato $374.500, quasi venticinquemila oltre la sua quotazione massima prima dell’inizio dell’asta. Che dietro questa cifra vi sia un collezionista o un operatore bancario, per quella cifra porterà al suo domicilio un segnatempo con cronografo rattrappante, ripetizione minuti e calendario perpetuo con fasi lunari senza paragoni visto che è anche un esemplare unico.

Il PERIODO non era proprio florido sia per l’umanità che per l’orologeria.Infatti quest’ultima, si vedeva ad affrontare l’invasione del quarzo, che dal Giappone, arrivava feroce e spietato, mandando in crisi l’intera produzione elvetica.Molte delle Case produttrici, all’epoca, videro abbassarsi drasticamente la produzione e i fatturati, mentre il quarzo raccoglieva consensi e plausi di tutte le classi sociali.Anche le Case più blasonate si videro in seria difficoltà, quando prese alle strette, dovettero ingegnarsi con qualcosa di rivoluzionario.Anche Patek Philippe scelse una strada ANCORA inesplorata con il suo Nautilus, mentre Omega si chinò verso l’elettronica.Rolex invece continua per la sua strada, anticipando addirittura i tempi del dopo crisi.In 1 Op 1 Namaak Audemars Piguet Replica invece fa capolino tale Alessandro De Marchi, importatore italiano del Marchio, che vista l’antiquata collezione proposta dalla Casa, decide di fare richiesta di un orologio che ANCORA non esisteva, un orologio che racchiudesse in se la sportività che mancava nel panorama di Audemars Piguet e in quello mondiale.Alla guida dell’Azienda, in quel PERIODO, troviamo Georges Golay, a capo dal 1969 e rimasto fino alla sua scomparsa nel ’87, che diede fiducia alla lungimiranza di De Marchi.
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Oyster Perpetual, Officially Certified Chronometer

Chi di complicazioni invece ne desiderava possedere neanche rarissime come il calendario annuale e le fasi lunari, ma marchiate Rolex, ha dovuto sborsare $176.500. Per questa cifra si è portato via un Oyster Perpetual, Officially Certified Chronometer costruito nel lontano 1953. In quegli anni la casa coronata stava per iniziare a cavalcare con decisione il filone degli orologi sportivi, scelta dimostratasi poi stravincente sia per i risultati commerciali, sia per consacrare il nome del suo brand tra quelli in assoluto più noti e desiderati al mondo. Portò nel contempo la casa lontano dai meccanismi complicati.

Come già detto, questa linea conta ben cento modelli, ed è impossibile descriverli tutti a meno che non scrivere un libro. Però per farvi capire l’originalità e la perfezione di questo modello vi citeremo i più famosi e recensiremo uno degli ultimi modelli realizzati dall’azienda.L’Audemars Royal Oak Perpetual, è una delle linee moderne più acquistate dagli appassionati del marchio, l’orologio si distingue sempre per la sua lunetta ottagonale con le viti a vista, di questa linea ne esistono diversi modelli, sia in oro e che in acciaio. I modelli in oro giallo sono a 18 ct. mentre i modelli in acciaio Perpetual sono inossidabili.La cassa dei modelli Perpetual è di 41 mm, il calendario perpetuo è ciò che da il nome a questo orologio che offre la lettura di giorno, data, mese, luna astronomica. La settimana, viene visualizzata sull’anello esterno del quadrante, che riesce a calcolare anche gli anni bisestili. Questi modelli dell’Audemars Piguet Royal Oak sono impermeabili fino a 20 metri, ed è un modello a carica automatica, con un meccanismo che si ricarica naturalmente grazie al movimento del polso.Il Royal Oak, viene presentato dalla Audemars Piguet al salone di Basilea del 1972.
Il PERIODO non era proprio florido sia per l’umanità che per l’orologeria.Infatti quest’ultima, si vedeva ad affrontare l’invasione del quarzo, che dal Giappone, arrivava feroce e spietato, mandando in crisi l’intera produzione elvetica.Molte delle Case produttrici, all’epoca, videro abbassarsi drasticamente la produzione e i fatturati, mentre il quarzo raccoglieva consensi e plausi di tutte le classi sociali.Anche le Case più blasonate si videro in seria difficoltà, quando prese alle strette, dovettero ingegnarsi con qualcosa di rivoluzionario.Anche Patek Philippe scelse una strada ANCORA inesplorata con il suo Nautilus, mentre Omega si chinò verso l’elettronica.Rolex invece continua per la sua strada, anticipando addirittura i tempi del dopo crisi.In Audemars Piguet invece fa capolino tale Alessandro De Marchi, importatore italiano del Marchio, che vista l’antiquata collezione proposta dalla Casa, decide di fare richiesta di un orologio che ANCORA non esisteva, un orologio che racchiudesse in se la sportività che mancava nel panorama di Audemars Piguet e in quello mondiale.Alla guida dell’Azienda, in quel PERIODO, troviamo Georges Golay, a capo dal 1969 e rimasto fino alla sua scomparsa nel ’87, che diede fiducia alla lungimiranza di De Marchi.
Audemars Piguet, è una delle aziende svizzere che ci lascia maggiormente stupiti per la sua originalità e al contempo unicità, grazie a un modello esteticamente unico che ha fatto la storia dell’orologeria svizzera di lusso. I modelli di quest’azienda come l’Audemars Piguet 15300 hanno un particolare carisma, e sono sicuramente molto richiesti fra gli appassionati di orologi svizzeri di lusso. Noi di recensioniorologi.it abbiamo dedicato una recensione alla referenza 15300, perché precursore di un’importante svolta nella produzione di orologi dell’azienda.I Royal Oak sono tra gli orologi più amati delle collezioni Audemars Piguet, i modelli sono diversi e nel tempo hanno acquisito sempre maggiori caratteristiche tecniche ed estetiche. La linea Royal Oak con il suo primo modello venne presentata a Basilea, in Svizzera, nel salone degli orologi, nel lontano 1972.Nell’occasione di questa manifestazione, interamente dedicata alle grandi aziende dell’orologeria, si vede affacciarsi con prepotenza l’utilizzo dei meccanismi e dei movimenti al quarzo. Questi arrivavano principalmente dal mercato giapponese, che grazie ai suoi orologi al quarzo stava rivoluzionando il mondo dell’orologeria. Proponendo modelli precisi e funzionali alimentati con un sistema più economico e meno dispendioso del movimento automatico meccanico o manuale utilizzato principalmente nelle aziende svizzere.
Come già detto, questa linea conta ben cento modelli, ed è impossibile descriverli tutti a meno che non scrivere un libro. Però per farvi capire l’originalità e la perfezione di questo modello vi citeremo i più famosi e recensiremo uno degli ultimi modelli realizzati dall’azienda.L’Audemars Royal Oak Perpetual, è una delle linee moderne più acquistate dagli appassionati del marchio, l’orologio si distingue sempre per la sua lunetta ottagonale con le viti a vista, di questa linea ne esistono diversi modelli, sia in oro e che in acciaio. I modelli in oro giallo sono a 18 ct. mentre i modelli in acciaio Perpetual sono inossidabili.La cassa dei modelli Perpetual è di 41 mm, il calendario perpetuo è ciò che da il nome a questo orologio che offre la lettura di giorno, data, mese, luna astronomica. La settimana, viene visualizzata sull’anello esterno del quadrante, che riesce a calcolare anche gli anni bisestili. Questi modelli dell’Audemars Piguet Royal Oak sono impermeabili fino a 20 metri, ed è un modello a carica automatica, con un meccanismo che si ricarica naturalmente grazie al movimento del polso.Il Royal Oak, viene presentato dalla Audemars Piguet Quantieme Perpetuel Replica al salone di Basilea del 1972.
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Patek Philippe 5450P

Invece Patek Philippe, che di complicazioni meccaniche se ne intende, e molto, ha visto aggiudicare al lotto 243 una Ref. 5450P costruita in soli 300 esemplari, dotata già nel 2008 in via quasi sperimentale di uno scappamento in silicio Pulsomax. Con calendario annuale, fasi lunari e indicatore della riserva di carica – il tutto contenuto da una cassa di platino e diamanti – ha raggiunto $86,500.

Il primo compito assegnato a Jacqueline Dimier, quando è stata assunta come designer nel 1975, è stato quello di trasformare il design originale del Royal Oak in un orologio da donna moderno. Invece di renderlo meno maschile, la designer ha mutato approccio giocando sul carattere forte del Royal Oak e adattando le sue proporzioni armoniche in modo da ottenere un look più leggero ed elegante.Oggi Audemars Piguet fonde il design senza tempo di Jacqueline Dimier con l’approccio contemporaneo di Carolina Bucci, creando così uno straordinario, inedito e stupefacente legame fra l’orologeria moderna e la gioielleria contemporanea.Royal Oak Frosted Gold, quando un’icona orologiera compie 40 anni di giovinezza!Più amo gli orologi da polso e meno li esporrei a rischi come quello di dover correre, con uno di loro dentro ad una bacinella d’acqua dolce, al più vicino centro di assistenza.Invece l’Alta Orologeria affronta anche questa sfida e a testa alta. Uno dei protagonisti si chiama Audemars Piguet Royal Oak Offshore Diver. Il fatto che si tratti di un AP aumenta la posta in gioco, ma le norme internazionali dell’orologeria svizzera (NIHS) non guardano in faccia nessuno ed esigono il rispetto di un certo numero di criteri precisi per conseguire la qualifica di “orologio subacqueo”. In particolare la norma NIHS 92-11 (ISO 6425) prescrive la presenza di un dispositivo di preselezione del tempo, inoltre, per evitare errori di lettura quest’ultimo va protetto contro ogni rotazione involontaria. Questo Royal Oak impermeabile fino a 300 metri di profondità è munito di una scala sul rehaut interno sulla quale sono evidenziati i periodi di cinque minuti: la rotazione si effettua per mezzo di un meccanismo a cricco unidirezionale legato alla corona che si trova a ore 10. Chi indossa l’orologio potrà azionare il dispositivo solo dopo aver svitato la corona.

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